mtb blog Kmsport __Mauro Finetto

venerdì 10 luglio 2009

Il lusso ecologico di una bicicletta in bambù

Fonte: Pro-Bike

Il bambù, già impiegato come materiale da costruzione in vari ambiti, è una pianta molto versatile che per le sue qualità elastiche e termiche ha prodotto un interessante business alternativo, quello delle biciclette.

Il progetto risale al 2007, quando il Dr. David Ho, con la collaborazione di un gruppo di specialisti del settore, designer e ingegneri, ha portato avanti un’idea che fonde innovazione e sostenibilità: la creazione di una bicicletta in bambù.


Grazie ai finanziamenti dell’Earth Institute della Columbia University, questo prototipo di bicicletta si è gradualmente trasformato in un copioso giro d’affari, le biciclette in bambù per l’appunto, che dopo essere state testate in Ghana (la patria di questa pianta, dove le condizioni climatiche tropicali consentono la crescita rapida di un fusto di bambù anche di un metro al giorno), sono state introdotte sul mercato americano.

La risposta positiva ha stimolato uno dei designer, Craig Calfee, a focalizzare l’attenzione sulla produzione del bambù, che al momento sta sperimentando col fine di modificare la pianta alla radice, e non è solo un gioco di parole, visto che la pianta, che di solito nasce dritta, potrebbe essere orientata in modo diverso per sviluppare già durante la crescita una forma diversa da quella standard, agevolando la costruzione del telaio delle bici.

Il telaio in bambù ha dei grandi vantaggi: alleggerisce l’intera bici, assorbe le vibrazioni molto meglio del carbonio, è resistente, tanto da assicurare un’affidabilità di dieci anni, è sostenibile e costa dai 1500 ai 2000 euro a seconda del modello, un prezzo che non si discosta assolutamente da quello di una normale bicicletta in carbonio, il che ne fa una validissima alternativa.



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mercoledì 8 luglio 2009

Ironman Austria Kärnten, Foto (2009)

Fonte: Kmsport

Il nostro capo Emanuele ha preso parte alla massacrante gara Ironman in Austria nel bel paesino di Klagenfurt. La gara prevedeva 4km di nuoto, 180km in bici e, ciliegina sulla torta, una bella maratona di 42km a piedi. Il nostro Emanuele non si è comportato male, anche perchè per colpa di una foratura nel tratto in bici è stato costretto a raggiungere la zona box più vicini che distava circa 20km, perdendo circa 25 minuti. Alla fine si è piazzata al 305° posto, ma senza questo inconveniente avrebbe potuto entrate nei top100, un bel risultato vista la 1a esperienza!
Questo il riepilogo dei suoi tempi:

Nella sezione photogallery/eventi km sport trovate le foto della manifestazione, oppure seguite direttamente questo link: Photo Ironman Austria Karnten

Ricordo che per visualizzare le foto occorre essere registrati al sito


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Getta una carta, rischia la squalifica dalla maratona ciclistica «dles Dolomites»

Fonte: Giornale.it:
Il segno di quella che potrebbe essere la svolta ecologista del ciclismo non poteva che venire dalle e Dolomiti, da poco diventate patrimonio dell'umanità. E più nello specifico dalla Maratona dles Dolomites, nome ladino per quello che ormai è un classico delle due ruote: 138 chilometri di dislivelli impegnativi in uno degli scenari più belli del mondo: intorno al gruppo Sella, dentro la Val Badia, e poi sul passo Falzarego quindi fino a lambire la zona di Cortina. Competizione, ma anche tanto spirito sportivo, tanto che tra gli i partecipanti anche quest'anno molti erano campioni di altre discipline che si sono cimentati nella pedalata. E che, anche quest'anno, le richieste arrivate (21.900) sono state molte di più rispetto ai posti disponibili (8.500).
A caratterizare la 23esima edizione è stata però una squalifica. Il pistoiese Alfonso Falzarano mentre era al comando della gara è stato eliminato per aver violato l'articolo 29 del regolamento della Maratona, introdotto proprio in virtù della recente nomina delle Dolomiti a Patrimonio mondiale Unesco. E per sottolineare la fragilità di un ecosistema come quello dei monti pallidi. Falzarano è stato ripreso dalle telecamere durante la diretta Rai proprio mentre gettava in un fosso ai lati della strada la bustina di un integratore. Il presidente del comitato Michil Costa ha assistito alla scena dai monitor e, in diretta, ha detto che ci sarebbero stati provvedimenti. Una moto della televisione ha segnalato a Falzarano la squalifica a pochi chilometri dall'arrivo posto a Corvara in Val Badia.
La vittoria è andata all'inglese Jamie Burrow ma subito dopo è divampata la polemica. I giudici, contrariamente alla squalifica hanno riammesso Falzarano. Il comitato organizzatore ha ribadito la sua decisione, presa sulla base di un regolamento che era stato approvato anche dalla federazione ciclistica. I giudici sostengono che per una cosa del genere, al massimo, si può prevedere un'ammenda, ma non la squalifica.

La parola spetta ora alla federazione ciclistica. Il comitato organizzatore le sottoporrà agli organi della federazione le sue ragioni, i giudici la loro, nessuno sembra disposto a fare passi indietro. Le ragioni dell'ambiente contro quelle dell'agonismo. E, probabilmente, lo scontro tra sensibilità diverse.


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